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Il grano saraceno, nome scientifico Fagopyrum esculentum, è una pianta erbacea annua appartenente alla famiglia delle Poligonacee e non, come molti erroneamente fanno, a quella delle Graminacee, considerandolo un cereale; la pianta è probabilmente originaria dell'Asia e fu introdotta in Europa ad opera dei Turchi durante il periodo medioevale.

La pianta del grano saraceno può raggiungere il metro di altezza ed i suoi chicchi hanno una curiosa forma triangolare; la raccolta si esegue quando i chicchi del grano cominciano ad assumere una colorazione marrone scuro dopodiché vengono lasciati ad essiccare al sole per circa una ventina di giorni prima di essere trebbiati.

Il grano saraceno viene coltivato essenzialmente per ricavarne farina ad uso alimentare; i suoi semi invece, insieme alla pianta, vengono utilizzati per foraggiare gli animali d'allevamento.

Il grano saraceno è composto dal 10 % da acqua, 10% fibre alimentari, 2,1 % ceneri, carboidrati, proteine e grassi; discreta la presenza di minerali che in dettaglio sono: calcio, fosforo, potassio, magnesio zinco, manganese e ferro.

Nel grano saraceno sono presenti alcune vitamine del gruppo B e precisamente la vitamina B1, B2, B3, B5 e B6; è presente anche la vitamina E.

Gli aminoacidi presenti sono: alanina, arginina, cistina, acido aspartico, acido glutammico, glicina, isoleucina, lisina, metionina, valina, treonina, prolina e tirosina.

Le calorie fornite da 100 grammi di grano saraceno corrispondo a 350.

Il grano saraceno prima di essere cucinato necessita di essere lavato; è preferibile anche più di un  lavaggio in acqua fredda fino a che l'acqua non risulta limpida.

Una volta scolati i chicchi devono essere tostati per un paio di minuti dopodiché possono essere cotti in acqua calda salata per un tempo non inferiore ai 20 minuti.

Il grano saraceno, sottoforma di farina, è molto indicato nella dieta delle persone che soffrono di celiachia, in quanto non contiene assolutamente glutine; con la sua farina si preparano pasta, polenta  e pane che possono appunto essere consumati dai celiaci con buoni benefici per la salute.

Il consumo di grano saraceno, grazie al suo alto valore proteico simile a quello della carne e della soia, è anche consigliato in caso di deperimento fisico e, grazie alla presenza di una sostanza chiamata rutina, per conservare l'elasticità dei tessuti dei vasi sanguigni.

Da una recente ricerca condotta in Canada, sembrerebbe che il grano saraceno contenga un principio attivo chiamato chiroinositolo che potrebbe avere un ruolo fondamentale nella cura del diabete mellito; secondo i risultati forniti da questi studi questa sostanza contenuta nel grano saraceno sarebbe in grado di abbassare del 19% la glicemia e aprirebbe quindi nuovi scenari nel trattamento di questa malattia così largamente diffusa.